I KPI (acronimo di Key Performance Indicators) sono variabili utilizzate dalle aziende per misurare e analizzare le performance della produzione e sono solitamente usati per valutare i successi di un’azienda, sulla base degli obiettivi fissati in precedenza. Misurare le performance in ogni settore aziendale è fondamentale per poter avviare dei processi di miglioramento. Risulta quindi molto importante riuscire a identificare i KPI strategici, per poter così analizzare l’andamento della produzione dal punto di vista del livello del servizio, della qualità dei processi e dell’efficienza.

Normalmente, per eseguire questa tipologia di monitoraggio, si procede sue due livelli diversi:

  1. Business Intelligence di tipo classico: analisi dei processi a consuntivo, focalizzata sulle strategie di miglioramento sul medio-lungo periodo
  2. Controllo delle performance in tempo reale: presidio e controllo immediato della produzione

 
Focalizziamoci quindi sul secondo punto, il più delle volte quello maggiormente trascurato e sottovalutato: per quale motivo è necessario un presidio real time della produzione? Semplicemente perché un monitoraggio costante della produzione consente una reazione rapida agli imprevisti, permettendoci così di:

  • Risolvere immediatamente le probabili derive dei processi
  • Raggiungere più agevolmente gli obiettivi
  • Diminuire notevolmente costi e perdite operative

 

I 3 KPI fondamentali per il monitoraggio della produzione:

 

1) Efficienza (OEE)

L’OEE (ovvero efficienza generale dell’impianto) è un valore ottenuto attraverso diverse variabili ed è l’indicatore più ‘esigente’, in quanto condizionato da tutti i tipi di inefficienze che provocano una minore produttività. La definizione più ‘classica’ di OEE è: Disponibilità x Prestazione x Qualità.

2) WIP/Scarti

Il WIP, acronimo di Work In Process, indica il numero di pezzi o lotti che sono in corso di lavorazione ed è utilizzato per valutare le prestazione di tutto il sistema: a parità di pezzi prodotti, si preferisce la soluzione che corrisponde al più piccolo livello di WIP. L’azienda, in questa maniera, può ridurre i costi dettati dall’immobilizzazione delle giacenze di semilavorati e materie prime. Gli scarti della produzione possono essere determinati da numerosi fattori come ad esempio le tolleranze non corrette, i materiali errati e così via. Risulta quindi fondamentale monitorare questi scarti per analizzarne i costi e capirne la provenienza.

3) Servizio (Lead time e ritardi)

Il lead time (o più comunemente “tempo di attraversamento”) è l’intervallo di tempo essenziale per soddisfare la richiesta di un cliente. Più questo tempo è basso, più l’azienda è, ovviamente, veloce e flessibile. Questo indicatore, insieme al monitoraggio dei ritardi, permette di valutare gli eventuali ritardi e ripianificare così la produzione degli ordini.

 

Cosa serve per calcolare i KPI

Dato che i KPI sono strategici per le decisioni aziendali, è fondamentale ricavarli con estrema precisione, puntualità e soprattutto in real time. Il metodo migliore per farlo è implementare in azienda un sistema di software MES (Manufacturing Execution System): un software di questo tipo è infatti in grado di acquisire automaticamente i dati dalle varie aree aziendali e di confrontarli e rielaborarli con l’obiettivo di fornire dei cruscotti per l’analisi e il monitoraggio dei KPI.